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Inaugura la sezione di Archeologia Fluviale al Museo di Crema
6 marzo 2010 - Inaugura alle ore 17,30 la nuova sezione di archeologia fluviale del Museo Civico di Crema e del Cremasco dove è depositata una delle più importanti collezioni italiane di piroghe, imbarcazioni ricavate dallo scavo di un unico tronco.
Inaugura la nuova sezione del Museo Civico di Crema e del Cremasco dedicata all'archeologia fluviale.
6 marzo 2010 ore 17,30
Presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco è depositata una delle più importanti collezioni italiane di piroghe, imbarcazioni ricavate dallo scavo di un unico tronco d’albero.
Le piroghe costituiscono una delle principali testimonianze del ricco insieme di natanti che dalla Preistoria ai giorni nostri hanno consentito il movimento di merci, persone e idee lungo i fiumi, nei laghi e nelle paludi dell’Italia settentrionale.
Il 6 marzo 2010, alle ore 17,30 viene inaugurata la nuova sezione di Archeologia Fluviale del Museo di Crema illustra questa particolare categoria di manufatti, recuperata tra mille difficoltà dalle acque dei fiumi Adda, Oglio e Po. Nel territorio compreso tra Adda e Oglio le piroghe furono prodotte ed utilizzate nella Preistoria, in età Romana e Medievale. Le più antiche imbarcazioni monossili italiane risalgono al Neolitico, ma le analisi hanno evidenziato una continuità d’uso di natanti simili attraverso i secoli. Incredibile pensare che l’ultimo esempio di imbarcazione realizzata con questa tecnica in Italia sia lo zoppolo, con cui si navigava in mare a Trieste negli anni ’60.
Particolare attenzione merita lo studio della comunicazione che si avvale dei moderni principi della comunicazione museale basata sull’edutainment (educare divertendosi). All’interno del percorso espositivo un innovativo tappeto multimediale interattivo consentirà ai visitatori di acquisire nuove informazioni partecipando in prima persona ad un coinvolgmediante gioco multimediale.
Il progetto espositivo è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia ed è reso possibile grazie al cofinanziamento della Regione Lombardia e del Sistema Turistico Po di Lombardia.
