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Le opere di Henri de Toulouse-Lautrec nella collezione del Museo di Belle Arti di Budapest
La mostra, al Museo dell'Ara Pacis di Roma, sarÓ visitabile fino all'8 maggio 2016, un'occasione unica per ammirare 170 opere del grande artista francese, in prestito dal museo di belle arti di Budapest.

La collezione grafica del Museo di Belle Arti di Budapest comprende circa centomila fogli che rappresentano l’opera pressoché completa di numerosi autori. Tra questi spicca Toulouse-Lautrec, con una raccolta che include più o meno i due terzi delle opere grafiche riprodotte in più copie dell’artista francese, per un totale di duecentoquaranta fogli. L’entità di questo corpus rende la collezione di Budapest una delle più importanti e di particolare interesse, anche perché quasi tutte le opere di Lautrec sono state acquisite entro la prima metà della seconda decade del Novecento, ovvero nei primi quindici anni successivi alla morte dell’artista avvenuta nel 1901.

Per acquistare le opere di Toulouse-Lautrec, Gábor Térey (1864-1927) e Simon Meller (1875- 1949), collaboratori del museo e responsabili della collezione, si misero in contatto con mercanti d’arte francesi di fama internazionale che trattavano le litografie dell’artista fin dal 1890. Tra questi, il parigino Edmond Sagot – il “padre dei moderni mercanti d’arte”, come venne definito – che già nel 1892 commerciava in litografie di Lautrec. Sagot e suo figlio Maurice Le Garrec, hanno venduto al museo ventitré opere di Lautrec, e un altro parigino, Edouard Kleinmann, diciannove. Anche lo specialista in incisioni Loÿs H. Delteil – noto per essere il primo autore di cataloghi delle opere grafiche di diversi artisti dell’Ottocento, tra cui Lautrec – ha venduto al museo di Budapest alcune opere dalle caratteristiche particolari come La domatrice davanti alla corte nota in sole nove copie, che ha per tema uno scandalo di cui parlarono i giornali del febbraio 1893 nelle rubriche dedicate al “gossip”. Qui Lautrec immortala per l’ultima volta una delle sue modelle preferite: La Goulue. Il quadro non mostra il senatore che denunciò l’abbigliamento indecoroso delle signore durante una serata al Moulin Rouge, ma sullo sfondo è ben visibile il collegio dei giudici che discute il caso. Due pezzi ancora più rari del fondo Delteil immortalano il duetto fra cavallo e cane, ma mentre la prima immagine è riprodotta in otto copie, della seconda ne esistono solo tre in tutto il mondo. Il museo si avvalse anche della collaborazione della galleria Goupil & Cie nella quale Maurice Joyant, intimo amico di Lautrec, ricopriva un incarico importante. Da loro il museo ha acquistato ventitré opere, la prima delle quali è costituita da una serie di sette zincografie a puntasecca pubblicata dalla galleria stessa. Con questa tecnica l’artista ha eseguito in tutto nove opere; la prima è Il mio primo zinco (Bonjour Monsieur Robin) di cui sono note soltanto quattro copie. Il museo ha acquisito questo foglio dal noto mercante di Berlino Paul Cassirer. Da lui provengono anche altre rarità come La ragazzina nuda, nota in sole quattro copie. Dopo la morte di Lautrec i mercanti d’arte tedeschi, che avevano contribuito in modo significativo all’affermazione europea dell’artista, hanno assunto un ruolo importante. Nel 1901 il museo ha acquistato alcune opere di Lautrec dalla galleria Emil Richter di Dresda; poi, grazie a Ernst Arnold, anche lui di Dresda, la collezione si è arricchita di autentiche curiosità.

Nelle acquisizioni hanno avuto una parte importante anche due collezionisti privati ungheresi: Béla Bäcker a Pál Majovszky. Quest’ultimo, funzionario ministeriale di nobili origini che poteva contare sulle rendite provenienti dai suoi feudi, iniziò a collezionare opere d’arte negli anni novanta dell’Ottocento con l’intento di trasferirle al nascente Museo di Belle Arti. Secondo Judit Geskó il collezionista si avvaleva anche dei consigli professionali di Meller, suo accompagnatore in occasione delle aste parigine. Nel 1914 Majovszky donò al museo le proprie incisioni e in seguito si dedicò alla raccolta di disegni. In questo modo entrarono nella collezione il Busto di Mademoiselle Marcelle Lender (oggi considerato un ritratto di Jeanne Grenier), Cena a Londra, il ritratto a matita della cantante Mlle. Cocyte e l’acquerello intitolato La sala da ballo del Moulin Rouge. Béla Bäcker, ex direttore della Cassa di risparmio e membro della cerchia composta da Térey, Meller e Majovszky, ha offerto al museo al prezzo di costo oltre cinquecento opere grafiche prodotte in più esemplari, fra cui ventotto litografie di Lautrec. Tra queste, la litografia a colori riprodotta nel 1895 in “Pan”, un ritratto di Marcelle Lender che suscitò scandalo, uno dei quattro esemplari di Danza al Moulin Rouge e il foglio oggi noto solo in nove copie dal titolo Alla Maison d’Or. L’unico dipinto di Lautrec conservato al museo di Budapest, Queste signore al refettorio, proviene dalla collezione che fu di Alfred Walter Heymel a Brema e venne acquisito nel 1913 subito dopo l’esposizione al Museo Ernst di Budapest.

La mostra, al Museo dell'Ara Pacis di Roma, sarà visitabile fino all'8 maggio 2016, un'occasione unica per ammirare 170 opere del grande artista francese, in prestito dal museo di belle arti di Budapest.

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