Ulassai celebra l'arte mediterranea: Miró e Maria Lai in dialogo fino al 14 settembre

Il borgo di Ulassai, incastonato nel cuore dell'Ogliastra, si appresta a vivere un evento culturale di straordinaria importanza. Dal 12 aprile al 14 settembre 2025, due eccellenze artistiche del Mediterraneo si incontreranno negli spazi del CaMuC - Casa Museo Cannas e della Stazione dell'Arte per dare vita a "Miró incontra Maria Lai. Il fascino della sorpresa", una mostra che promette di svelare connessioni inaspettate tra due giganti dell'arte contemporanea.

Il progetto espositivo, che sarà inaugurato sabato 12 aprile alle ore 11:00, rappresenta un'occasione unica per esplorare il dialogo creativo tra Joan Miró (Barcelona, 1893 – Palma de Mallorca, 1983), icona del Surrealismo internazionale, e Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013), figura centrale dell'arte italiana contemporanea che ha saputo trasformare la memoria e le tradizioni sarde in un linguaggio artistico universale.

Un progetto visionario tra terra e mare

La curatela affidata a Lola Durán Úcar e Marco Peri ha immaginato un percorso che va oltre la semplice esposizione di opere, costruendo invece un vero e proprio racconto che intreccia biografie, poetiche e visioni del mondo. Entrambi gli artisti hanno vissuto il rapporto con la propria terra insulare come fonte primaria di ispirazione, pur mantenendo uno sguardo aperto verso l'Europa e il mondo.

La Catalogna e la Sardegna, Maiorca e l'Ogliastra: questi territori hanno nutrito l'immaginario dei due maestri, che hanno trovato nelle tradizioni locali non un limite, ma una porta d'accesso verso l'universale. Miró attraverso i suoi soggiorni parigini nel cuore delle avanguardie storiche, Maria Lai mediante le esperienze romane e veneziane, entrambi hanno arricchito il proprio linguaggio senza mai tradire le radici mediterranee.

La forza evocativa di oltre 70 opere

L'allestimento presenta una selezione di oltre 70 opere che spaziano dalle grafiche ai dipinti, dai libri d'artista agli arazzi, creando un dialogo visivo di straordinaria intensità. Le opere di Miró, provenienti dalla prestigiosa Fundació de Arte Serra di Palma de Mallorca, includono pezzi unici che testimoniano l'evoluzione del maestro catalano dalle prime sperimentazioni surrealiste fino alle ultime creazioni.

Particolarmente significativa è la presenza di arazzi realizzati dall'artista Carola Torres su disegni originali di Miró, che dimostrano l'interesse dell'artista per le arti applicate e il dialogo tra diverse forme espressive. Questi manufatti tessili entrano in risonanza diretta con l'universo creativo di Maria Lai, per la quale il tessuto e la tessitura hanno sempre rappresentato linguaggi privilegiati.

L'arte del tessere: fili invisibili tra due mondi

Uno degli aspetti più affascinanti dell'esposizione riguarda la convergenza tra i due artisti nel loro approccio ai materiali tessili. Miró, pur rimanendo fedele alla sua natura di pittore e grafico, ha sempre mostrato interesse per la dimensione artigianale dell'arte, collaborando con tessitori e ceramisti per trasformare i suoi disegni in opere tridimensionali.

Maria Lai, dal canto suo, ha fatto del tessere non solo una tecnica espressiva, ma una vera e propria filosofia di vita. Le sue opere tessili non sono semplicemente manufatti artistici, ma narrazioni che legano il presente al passato, l'individuo alla comunità, il particolare all'universale. In questo senso, il dialogo con Miró rivela affinità profonde che vanno oltre le apparenze stilistiche.

Il universo simbolico e la dimensione poetica

L'esposizione mette in evidenza come entrambi gli artisti abbiano costruito universi simbolici personali pur attingendo a tradizioni culturali condivise. Miró trasforma la realtà in costellazioni simboliche, dove ogni segno, ogni colore diventa portatore di significati che trascendono la rappresentazione immediata. I suoi "sogni" pittorici nascono dall'improvvisazione ma si strutturano secondo logiche poetiche rigorose.

Maria Lai, parallelamente, sviluppa un sistema di segni che affonda le radici nelle visioni e nelle storie della sua terra. I suoi telai diventano pagine di un libro infinito dove si intrecciano miti antichi e interrogativi contemporanei. Come sottolinea il curatore Marco Peri: "La loro arte si muove tra affinità e divergenze, in un gioco sorprendente di rimandi e suggestioni".

La poesia come linguaggio universale

Un elemento centrale che unisce i due artisti è il rapporto privilegiato con la poesia. Per Miró, che dichiarava "Non stabilisco alcuna differenza tra pittura e poesia", il confine tra verbale e visivo risulta impercettibile. Le sue opere nascono da una sintesi tra linguaggio pittorico e ritmo poetico che crea universi dove segno e parola si completano reciprocamente.

Maria Lai ha sviluppato la sua sensibilità poetica attraverso l'insegnamento di Salvatore Cambosu, che le insegnò a leggere la poesia lasciandosi trasportare dal ritmo piuttosto che dalla comprensione razionale. Questa lezione si riflette nelle sue opere, dove il tessuto diventa supporto per narrazioni che spaziano da Cambosu a Giuseppe Dessì, fino ai versi di Federico García Lorca.

Opere emblematiche in dialogo

Tra le opere più significative di Miró presenti in mostra spiccano "Il volo dell'Alosa" (1973), tecnica mista e gouache su carta che mostra la capacità dell'artista di sintesi tra figurazione e astrazione, e "Omaggio a Joan Miró" (1978), gouache e inchiostro su papiro che testimonia la fase matura della sua ricerca.

Le litografie della serie "Le lézard aux plumes d'or" (1971) rivelano la maestria grafica di Miró e la sua capacità di creare mondi fantastici attraverso la combinazione di colore e segno. L'arazzo "Il volo dell'Alosa", realizzato da Carola Torres su disegno originale del maestro, dimostra come le idee pittoriche di Miró possano trasformarsi in oggetti tessili di straordinaria bellezza.

Un museo diffuso nel cuore dell'Ogliastra

L'allestimento si sviluppa in due sedi complementari che amplificano il dialogo artistico. Il CaMuC - Casa Museo Cannas, situato nel centro storico di Ulassai, offre un contesto architettonico intimo che valorizza il carattere più raccolto delle opere. Il complesso, recentemente restaurato, si articola attorno a un suggestivo cortile interno che diventa esso stesso parte dell'esperienza espositiva.

La Stazione dell'Arte, ricavata nei locali dell'ex stazione ferroviaria, rappresenta invece il cuore pulsante dell'eredità di Maria Lai. Questo spazio simbolico, tradizionalmente associato a partenze e arrivi, custodisce oltre centoquaranta opere donate dall'artista alla sua comunità. L'incontro con Miró in questi ambienti acquisisce una dimensione particolare, dove il genius loci si fonde con la dimensione internazionale dell'arte contemporanea.

Educazione e partecipazione

Il progetto espositivo si completa con un programma educativo che raccoglie l'eredità di Maria Lai nel suo impegno per la diffusione dell'arte tra le nuove generazioni. Le attività, rivolte a scuole di ogni ordine e grado, adottano un approccio attivo e partecipativo che incoraggia gli studenti a sperimentare direttamente i linguaggi artistici.

Per il pubblico generale, le visite guidate quotidiane (ore 9:30 - 11:00 - 14:30 - 16:00) sono incluse nel biglietto d'ingresso e condotte dalle guide specializzate della Stazione dell'Arte. Questi approfondimenti permettono di cogliere le sfumature del dialogo tra i due artisti e di comprendere meglio il contesto culturale che ha nutrito le loro rispettive ricerche.

Un progetto di rigenerazione culturale

L'iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rigenerazione culturale sostenuto dall'Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU. I finanziamenti del PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono destinati specificamente alla valorizzazione dei borghi attraverso progetti culturali di qualità.

Ulassai diventa così esempio virtuoso di come l'arte contemporanea possa diventare strumento di sviluppo territoriale, attirando visitatori e creando opportunità economiche per le comunità locali. La mostra dimostra che i piccoli centri possono ospitare eventi di livello internazionale, contribuendo alla diffusione della cultura in aree spesso considerate periferiche.

Foto allestimento

Informazioni per i visitatori

Sedi espositive:

  • CaMuC - Casa Museo Cannas
  • Stazione dell'Arte - Museo Maria Lai
  • Via Garibaldi, 49, Ulassai (NU)

Periodo espositivo: 12 aprile – 14 settembre 2025

Orari di apertura:

  • Martedì – Domenica: 09:30 – 13:00 / 14:30 – 19:30
  • Lunedì: Chiuso

Informazioni e prenotazioni:

Visite guidate: Tutti i giorni negli orari 9:30 - 11:00 - 14:30 - 16:00 (incluse nel biglietto)

Social ufficiali:

  • #MiroLaiUlassai
  • #MiroUlassai
  • @stazionedellarte

L'evento rappresenta un'occasione irripetibile per immergersi nelle atmosfere creative di due maestri che hanno saputo trasformare le specificità locali in linguaggi universali, dimostrando che l'arte più autentica nasce sempre dall'incontro tra radici profonde e apertura verso il mondo.

Notizie

Ferragosto al MArTA di Taranto: visita tematica "Tra otium e viaggi"

Mondi, viaggi, storie... e poi c'è Jacovitti!

Tsubasa Hori in concerto al MAO di Torino

La Reggia di Caserta apre al pubblico i suoi depositi